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Grande soddisfazione per la delegazione del Liceo “Ariosto-Spallanzani” alla settima edizione dell'Agòn Politikòs, svoltosi a Frattamaggiore (NA) fra il 7 e il 9 aprile, che ha visto la vittoria del terzo premio da parte di Ada Cattani della classe 4C della sezione classica.

Più di 100 studenti provenienti dai licei di tutta Italia hanno partecipato alla garaincentrata sulla traduzione e il commento di un passo dalla Repubblica di Platone: quello di Frattamaggiore è sicuramente uno dei più prestigiosi e impegnativi certamina del circuito collegato con le Olimpiadi Nazionali delle Lingue e Civiltà Classiche (il vincitore acquisisce il diritto di partecipare alla fase finale delle Olimpiadi, che si terrà quest'anno a Salerno nei giorni 10-13 maggio prossimi).

Questo è il testo di Platone tratto dal II° libro dalla Repubblica (366e-367a) proposto quest'anno come prova per l'Ἀγὼν πολιτικός (la traduzione è di Roberto Viganò, vincitore del certamen):


«Ὦ θαυμάσιε, πάντων ὑμῶν, ὅσοι ἐπαινέται φατὲ δικαιοσύνης εἶναι, ἀπὸ τῶν ἐξ ἀρχῆς ἡρώων ἀρξάμενοι, ὅσων λόγοι λελειμμένοι, μέχρι τῶν νῦν ἀνθρώπων οὐδεὶς πώποτε ἔψεξεν ἀδικίαν οὐδ' ἐπῄνεσεν δικαιοσύνην ἄλλως ἢ δόξας τε καὶ τιμὰς καὶ δωρεὰς τὰς ἀπ' αὐτῶν γιγνομένας· αὐτὸ δ' ἑκάτερον τῇ αὑτοῦ δυνάμει τί δρᾷ, τῇ τοῦ ἔχοντος ψυχῇ ἐνόν, καὶ λανθάνον θεούς τε καὶ ἀνθρώπους, οὐδεὶς πώποτε οὔτ' ἐν ποιήσει οὔτ' ἐν ἰδίοις λόγοις ἐπεξῆλθεν ἱκανῶς τῷ λόγῳ ὡς τὸ μὲν μέγιστον κακῶν ὅσα ἴσχει ψυχὴ ἐν αὑτῇ, δικαιοσύνη δὲ μέγιστον ἀγαθόν. εἰ γὰρ οὕτως ἐλέγετο ἐξ ἀρχῆς ὑπὸ πάντων ὑμῶν καὶ ἐκ νέων ἡμᾶς ἐπείθετε, οὐκ ἂν ἀλλήλους ἐφυλάττομεν μὴ ἀδικεῖν, ἀλλ' αὐτὸς αὑτοῦ ἦν ἕκαστος ἄριστος φύλαξ, δεδιὼς μὴ ἀδικῶν τῷ μεγίστῳ κακῷ σύνοικος ᾖ». Ταῦτα, ὦ Σώκρατες, ἴσως δὲ καὶ ἔτι τούτων πλείω Θρασύμαχός τε καὶ ἄλλος πού τις ὑπὲρ δικαιοσύνης τε καὶ ἀδικίας λέγοιεν ἄν.

Traduzione: «O mirabile uomo, di tutti quanti voi, che dite di esaltare la giustizia, a cominciare dagli eroi del passato, (di cui ci siano rimasti i discorsi) fino ai contemporanei, nessuno ha mai biasimato l'ingiustizia né lodato la giustizia se non per la gloria, gli onori e i vantaggi che da essa derivano; ma cosa faccia in virtù di se stessa propria ciascuna delle due, trovandosi nell'anima di chi la possiede, ed essendo nascosta sia agli uomini sia agli dei, nessuno mai - né in un'opera poetica, né in discorsi privati - l'ha spiegato abbastanza argomentando che la prima è il peggiore dei mali che l'anima può avere in se stessa, mentre la giustizia è il bene maggiore. Infatti, se fin da principio voi tutti aveste detto così e ci aveste persuasi sin da giovani, non dovremmo l'uno controllare che l'altro non commetta ingiustizia, ma ognuno sarebbe proprio il miglior custode di se stesso, temendo di convivere con il peggiore dei mali qualora commetta ingiustizia». Queste, o Socrate, ma forse considerazioni anche più numerose di queste potrebbero fare, riguardo alla giustizia e all'ingiustizia, Trasimaco e (credo) qualcun altro. 


Questa la motivazione con cui la Giuria (presieduta dal prof. Salvatore Cerasuolo, dell'Università di Napoli) ha assegnato il premio ad Ada: 

L’elaborato rivela ottime competenze linguistiche le quali si esplicitano in una corretta interpretazione e in una resa adeguata e puntuale. Ampio e articolato è il commento, in cui si rilevano qua e là interessanti notazioni critiche.