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REGOLAMENTO
 INTERNO D’ISTITUTO
aggiornato nella seduta del consiglio d’istituto del 14/11/2013
 

PRINCIPI GENERALI

GLI ORGANI DELL’ISTITUTO

IL CONSIGLIO D’ISTITUTO

LA GIUNTA ESECUTIVA

NORME GENERALI DI FUNZIONAMENTO

PERSONALE DOCENTE

PERSONALE ATA

NORME COMPORTAMENTALI PER GLI ALUNNI

CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI E PER L’ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI ALLE STESSE

VIAGGI D’ISTRUZIONE E SCAMBI CULTURALI

 

 

 

PRINCIPI GENERALI

ART. 1 -  L’istituto, così come vuole la Carta Costituzionale, si impegna nella formazione integrale dei propri utenti, assicurando a tutti il diritto allo studio, senza nessuna discriminazione riguardante sesso, etnia, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni psicofisiche e socio-economiche.

ART. 2 – L’indirizzo culturale dell’istituto deve essere ispirato nella maniera più assoluta ai principi stabiliti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, dalle leggi dello Stato italiano e indirizzato verso le finalità istituzionali indicate nel P.O.F..

ART. 3 – Tutti coloro che operano nell’istituto sono tenuti al pieno rispetto degli altrui diritti e delle altrui idee e ad agire secondo i criteri di obiettività ed equità. Sono pertanto incompatibili con i principi fondamentali che orientano l’attività dell’istituto – quindi assolutamente vietate – tutte le manifestazioni di violenza fisica e morale e, in genere, atti di intimidazione alla libera e democratica partecipazione delle varie componenti  alla vita della scuola.

ART. 4 – L’informazione, all’interno dell’istituto, deve rispettare tutte le opinioni. Ciascuna componente scolastica ha diritto ad adeguati e specifici spazi murali (da delimitare fisicamente con bacheche) che potranno essere utilizzati per la comunicazione delle proprie idee, purchè esse non siano lesive della dignità di persone o istituzioni.
Gli studenti, in particolare, potranno diffondere volantini o altro materiale informativo previa autorizzazione del dirigente scolastico o dei suoi collaboratori.
- “Con riferimento al Decreto legislativo  29 dicembre 2007, n. 262 (GU n. 19 del 23 – 1 – 2008) sulle disposizioni per incentivare l’eccellenza degli studenti nei percorsi di istruzione (all. n° 4), il Consiglio delibera all’unanimità di utilizzare come criteri, al fine della distribuzione dei relativi fondi, quanto indicato nei punti b e c dell’Art. 4:

  • b) ammissione a tirocini formativi;
  • c) partecipazione ad iniziative formative organizzate da centri scientifici nazionali con destinazione rivolta alla qualità della formazione scolastica.”-

ART. 5 – L’istituto è aperto ai contributi di idee, di proposte di ogni sua componente, di associazioni culturali, professionali, sociali, produttive del territorio e degli enti locali purchè queste siano compatibili, a giudizio del collegio dei docenti, con l’indirizzo culturale e didattico della scuola e con l’autonomia professionale degli insegnanti.

 

MANIFESTAZIONI DI PENSIERO
La scuola promuove e tutela le manifestazioni di pensiero di tutte le sue componenti purchè siano tali da non integrare ipotesi di reato ovvero violazione dei principi fondamentali della Costituzione.
Qualunque sia lo strumento prescelto per la manifestazione del pensiero (volantini, giornale di istituto, opuscoli, annuari, manifesti, ecc.) la scuola, a richiesta degli interessati, potrà fornire i mezzi tecnici (macchine riproduttrici, materiale di consumo, personale operativo, ecc.) nonché  i mezzi economici necessari, previa deliberazione favorevole del Consiglio di Istituto e compatibilmente con le disponibilità  di bilancio. Per ottenere il sostegno tecnico ed economico e/o l’autorizzazione alla diffusione o all’affissione nei locali della scuola di qualsiasi pubblicazione, gli interessati dovranno chiederne preventiva autorizzazione al dirigente scolastico o ai suoi collaboratori, presentando copia dei testi e rendendo noti i nominativi degli estensori.
I volantini e i manifesti sono ammessi nelle classi purchè di carattere culturale o relativi ad attività
studentesche; non sono ammessi documenti provenienti da partiti politici..
I testi e le opere grafiche editi a cura della scuola restano a tutti gli effetti proprietà esclusiva del Liceo, avendo gli estensori rinunciato di  fatto a diritti letterari, artistici ed  economici.

GLI ORGANI DELL’ISTITUTO
ART. 6 -  IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Il dirigente scolastico è responsabile della direzione, promozione, gestione unitaria, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane, professionali, strumentali e finanziarie presenti nell’istituto ed è responsabile delle relazioni sindacali e dei risultati. Inoltre, eseguendo le deliberazioni del Consiglio d’istituto, stipula e sottoscrive contratti, indice gare d’appalto, acquisisce i preventivi di spesa, conduce le trattative ed effettua acquisti di beni e servizi. E’ sua cura coordinare la elaborazione, la realizzazione e la valutazione del programma annuale e dei risultati conseguiti.

ART. 7 – GLI ORGANI COLLEGIALI
Agli organi collegiali compete l’obbligo di garantire e di incentivare la partecipazione di tutte le componenti alla gestione democratica delle attività scolastiche, di salvaguardare gli interessi e le libertà individuali, secondo lo spirito della Costituzione, oltre al rispetto degli Ordinamenti Scolastici. Sono Organi Collegiali dell’istituto
Consiglio di Istituto, Collegio Docenti,Giunta Esecutiva e Consiglio di Classe. Ciascuno di loro, in base alle proprie attribuzioni, concorre alla progettazione e alla realizzazione del  P.O.F.  E’ anche Organo Collegiale il Comitato di valutazione degli insegnanti, il quale ha come unica competenza, così come stabilisce l’art. 11 del T.U./94, quella di esprimere un giudizio valutativo sul servizio prestato dal personale docente.

ART. 8 – COMPOSIZIONE E DURATA  DEGLI ORGANI COLLEGIALI
Gli Organi Collegiali hanno diversa durata: il Consiglio d’istituto ( di cui si tratterà nel successivo e specifico titolo) ha durata  triennale, mentre il collegio dei docenti, i consigli di classe, il comitato di valutazione hanno durata annuale.
 Il collegio dei docenti è formato da tutti i docenti, con contratto a tempo indeterminato  e con contratto a tempo determinato, in servizio presso l’istituto. Non occorrono, pertanto, elezioni o particolari provvedimenti per costituire tale Organo.
I consigli di classe sono formati da tutti i docenti della  stessa classe, integrati da due rappresentanti dei genitori e due rappresentanti degli alunni. Queste due ultime categorie di componenti sono eletti ogni anno, entro il mese di ottobre. I consigli di classe, fatta eccezione per gli scrutini, sono aperti a tutti gli studenti e a tutti i genitori che possono partecipare senza diritto di parola.
Il Comitato di valutazione del servizio è formato dal dirigente scolastico, da quattro docenti membri effettivi e da due  docenti, membri supplenti. I docenti sono eletti  ogni anno dal collegio docenti.

ART. 9 – LE ELEZIONI
Le elezioni degli Organi Collegiali si svolgono con criteri generali indicati negli artt. 19, 20, 22, 23 e 24 del DPR. 416 del 31 Maggio 1974, negli artt. 30, 31, 32 e 33 del TU/94 e nel rispetto delle disposizioni della O.M. n. 215 del 15 Luglio 1991. Le elezioni, per gli Organi di durata annuale, hanno luogo, possibilmente, nello stesso giorno ed entro il primo mese dell’anno scolastico, fatte salve diverse disposizioni ministeriali.

ART. 10 – NOMINA DEI COMPONENTI DEGLI ORGANI COLLEGIALI
I rappresentanti eletti dai genitori e dagli alunni dei consigli di classe, i componenti del comitato di valutazione del servizio dei docenti, i componenti eletti del consiglio di istituto e i componenti della consulta provinciale sono nominati, dopo la loro elezione, con decreto emesso dal dirigente scolastico.

ART 11 – MODALITA' DI CONVOCAZIONE DEGLI ORGANI COLLEGIALI
La convocazione degli Organi Collegiali (consiglio d’istituto, collegio dei docenti, consigli di classe, comitato di valutazione) deve essere predisposta con un congruo preavviso, che non può essere inferiore a cinque giorni rispetto alla data delle riunioni. Tale periodo si riduce a 24 ore solo ed esclusivamente per riunioni di carattere estremamente urgente. Le convocazioni di tutti gli Organi avvengono, di norma, tramite lettera, indirizzata ad ogni singolo componente dell’organo collegiale convocato; tuttavia le convocazioni del collegio dei docenti e dei consigli di classe possono essere effettuate anche tramite avviso scritto su un apposito registro, facilmente consultabile nelle sala dei professori. In entrambi i casi gli avvisi devono esplicitamente contenere: l’ordine del giorno, il luogo, l’ora e la durata della riunione. All’albo dell’istituto deve, comunque, essere affisso l’avviso di ogni convocazione. Il dirigente scolastico, sentito il parere del collegio e dell’assemblea del personale ATA, fissa il calendario delle riunioni degli organi collegiali, previste nel corso dell’anno scolastico. Di ogni seduta degli Organi Collegiali viene redatto il relativo processo verbale, firmato dal presidente e dal segretario e riportato su un apposito registro a pagine numerate. Dalla data di avviso della comunicazione, tutta la documentazione e gli atti relativi agli argomenti contenuti nell’o.d.g.,saranno depositati presso l’ufficio di Presidenza, adisposizione, nelle ore di ufficio, dei componenti dell’organo collegiale cui si riferiscono.

ART. 12 – COMPETENZA DELLE CONVOCAZIONI
Il consiglio d’istituto è convocato, di norma, dal presidente il quale è tenuto a disporre la convocazione anche su esplicita richiesta del presidente della giunta o di un terzo dei consiglieri in carica. E’ presieduto dal presidente o in sua assenza, dal vice presidente.
Il collegio dei docentiè convocato dal dirigente scolastico o comunque secondo  modalità previste  dall’art. 7 del T.U./94 . Lo presiede il dirigente scolastico o un suo delegato.
Il consiglio di classe è convocato dal dirigente scolastico o da un suo delegato o su richiesta, scritta e motivata, di un terzo dei suoi componenti. Il consiglio di classe è presieduto dal dirigente scolastico o dal docente coordinatore o, in assenza di entrambi, da un docente delegato membro del consiglio, mentre i compiti di segretario vengono attribuiti a un  membro del consiglio. Non può, per nessuna ragione, presiedere il consiglio di classe un docente ad esso estraneo e nemmeno i collaboratori del dirigente scolastico quando essi non risultino membri del consiglio stesso.
Il comitato di valutazionedel servizio degliinsegnantiè convocato dal dirigente scolastico in periodi programmati, per la valutazione del periodo di prova, su richiesta dei singoli interessati, a norma dell’art. 11 del T.U. 297/94. E’ presieduto dal dirigente scolastico.
ART. 13 – COLLEGIO DEI DOCENTI
Il collegio docenti esprime pareri su iniziative riguardanti le attività interne ed esterne dell’istituto e delibera in materia di funzionamento didattico e di adozione dei libri di testo, in base a quanto proposto dai singoli consigli di classe. All’inizio di ogni anno scolastico elegge i  membri del comitato per la valutazione del servizio del personale docente. Predispone il P.O.F. tenendo presenti i bisogni degli alunni, le attese delle famiglie le aspettative della comunità, e i suggerimenti delle risorse culturali, sociali e produttive del territorio.
ART. 14 – CONSIGLIO DI CLASSE
I consigli di classe, le cui competenze sono stabilite  dall’art. 5 del Testo Unico, formulano proposte in merito all’azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione, favorendo un rapporto aperto e costruttivo tra le componenti per un corretto e proficuo svolgimento dell’attività didattica. Il parere dei consigli di classe è obbligatorio e vincolante in materia di viaggi di istruzione di ogni classe. I consigli di classe formulano proposte al collegio  dei docenti in merito all’adozione dei libri di testo. I consigli di classe si riuniscono con la presenza dei soli  docenti in occasione delle attività inerenti alla programmazione e alla valutazione degli alunni.

ART. 15 – COMITATO DEGLI ALUNNI E COMITATO DEI GENITORI
Possono essere assimilati agli Organi Collegiali il comitato degli alunni e il comitato dei genitori e l’assemblea del personale ATA, i quali  possono esprimere pareri consultivi e formulare proposte finalizzate al miglioramento dell’offerta formativa e al buon funzionamento organizzativo dell’Istituto. I comitati degli alunni e dei genitori sono costituiti dai rappresentanti eletti, dalle rispettive categorie nei consigli di classe e possono designare un loro presidente. Le riunioni dei comitati sono convocate esclusivamente al di fuori dell’orario di lezione e, comunque, possono tenersi nei locali dell’istituto.

ART. 16 – ASSEMBLEE DEI GENITORI DEGLI STUDENTI E DEL PERSONALE ATA
Il diritto di assemblea per i genitori e per gli alunni è sancito  dagli artt. 12,. 13, 14, e 15 del TU/94. Per le norme che regolano il funzionamento dell’assemblea degli studenti si rinvia ai successivi articoli del seguente regolamento; per l’assemblea dei genitori si riporta qui di seguito l’art. 15 del TU/94.
1)  Le assemblee dei genitori possono essere di sezione di classe o d’istituto. 2) I rappresentanti   dei genitori nei consigli di   classe possono esprimere un comitato dei genitori dell’istituto.
L’assemblea del personale ATA, invece, è costituita dal personale dipendente del profilo amministrativo, tecnico e da ausiliari.  3) Qualora le assemblee si svolgano nei locali dell’istituto, la data e l’orario di svolgimento di ciascuna di esse debbono essere concordate di volta in volta col dirigente scolastico. 4) Nel caso previsto dal comma 3 l’assemblea di sezione o di classe è convocata su richiesta dei genitori eletti nei consigli  di classe; l’assemblea di istituto è convocata su richiesta del presidente dell’assemblea, ove sia eletto, o della maggioranza del comitato dei genitori, oppure qualora la richiedano il 10% dei genitori  5)  Il dirigente scolastico, sentita la giunta esecutiva del consiglio d’istituto, autorizza la convocazione, i genitori promotori ne danno comunicazione mediante affissione di avviso all’albo, rendendo noto l’ordini del giorno. L’assemblea si svolge fuori dall’orario di lezione. 6) L’assemblea dei genitori deve darsi  per il proprio funzionamento  un regolamento che deve essere inviato in visione al consiglio d’Istituto.
7)  In relazione al numero di partecipanti e alla disponibilità dei locali, l’assemblea d’istituto può articolarsi in assemblee di classe parallele. 8) All’assemblea di sezione, di classe o di istituto possono partecipare con diritto di parola il dirigente scolastico e i docenti rispettivamente di sezione, della classe o dell’istituto.

 

IL CONSIGLIO D’ISTITUTO
ART. 17 -  COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO
Il consiglio d’istituto  è formato da  diciannove componenti e cioè il dirigente scolastico, otto docenti, quattro rappresentanti dei genitori, quattro studenti e due rappresentanti del personale ATA. Ad esclusione del dirigente scolastico, il quale è membro di diritto, tutte le altre componenti sono designate con elezioni, a scadenza triennale, indette dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale.
ART.  18  -  PRIMA CONVOCAZIONE   DEL  CONSIGLIO D’ISTITUTO
La prima seduta del consiglio d’istituto, così come stabilisce l’art. 48 della OM n. 215 del 15 luglio 1991, è disposta dal dirigente scolastico ed è convocata non oltre il 20° giorno dalla data in cui sono stati proclamati eletti.
ART. 19 - ELEZIONE DEL PRESIDENTE E DEL VICEPRESIDENTE DEL              CONSIGLIO D’ISTITUTO
Nella prima seduta, il consiglio d’istituto è presieduto dal dirigente scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del consiglio, il proprio presidente. Sono candidati tutti i genitori membri del consiglio e l’elezione ha luogo a scrutinio segreto. E’ considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti del consiglio. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti,  purché siano presenti nelle seduta almeno la metà più uno dei componenti in carica. Il consiglio può deliberare di eleggere anche un vicepresidente  con modalità analoghe a quelle per l’elezione del presidente.

ART. 20 – ATTRIBUZIONE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO
Le attribuzioni del consiglio d’istituto sono quelle indicate dall’art . 10 del T.U. Sinteticamente il C.D.I.  è l’organo governo dell’istituto avendo competenze sul programma annuale, il regolamento interno, l’acquisto di attrezzature, il calendario scolastico, le attività parascolastiche ed extrascolastiche, le sperimentazioni, la programmazione educativa, le iniziative dirette alla tutela della salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze, i criteri per le formazioni delle classi e per l’assegnazione dei docenti alle classi, i criteri per la formulazione del P.O.F., la promozione di contatti con altre scuole, le iniziative assistenziali, l’espletamento dei servizi amministrativi, l’utilizzazione delle attrezzature e dei locali dell’edificio scolastico. Il consiglio d’istituto può nominare, per meglio realizzare i suoi compiti istituzionali, commissioni di studio e di lavoro nelle quali possono essere cooptati anche esperti non eletti, i quali hanno, nella formulazione  dei pareri, solo potere consultivo. Con lettera firmata dal presidente, il consiglio d’istituto può invitare a partecipare alle proprie riunioni – così come ricorda il comma 4 dell’art. 42 del T.U./94 – rappresentanti della provincia, del comune o dei comuni interessati, delle organizzazioni sindacali, al fine di approfondire l’esame dei problemi riguardanti la vita e il funzionamento della scuola.

ART. 21 – IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO
Il presidente del consiglio d’istituto assicura il regolare funzionamento del consiglio stesso, svolge tutti i compiti necessari a garantire una gestione democratica della scuola .e mantiene rapporti con gli enti locali e con le associazioni del territorio che operano nell’interesse della scuola.

ART. 22 – IL SEGRETARIO DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO
I compiti del segretario vengono affidati  dal presidente a un componente del consiglio; questi ha il compito di redigere i processi verbali dei lavori del consiglio e di sottoscrivere unitamente al presidente le deliberazioni e gli atti che diventano così definitivi. Chiunque abbia interesse può proporre reclamo all’Organo che ha adottato l’atto, che deve pronunciarsi sul reclamo stesso nei termini di 30 giorni.

ART. 23 – RELAZIONE ANNUALE
Il dirigente scolastico presenta al consiglio di istituto, entro il mese di ottobre, una relazione riguardante l’andamento didattico  e organizzativo dell’Istituto e i risultati conseguiti.

ART. 24 – PREDISPOSIZIONE DEL PROGRAMMA ANNUALE DI PREVISIONE
Entro il 31 ottobre la giunta esecutiva predispone il programma annuale e, con il parere di regolarità contabile del Collegio dei revisori, lo propone al consiglio di istituto.
Entro il 15 dicembre il consiglio di Istituto adotta la delibera di attuazione del programma annuale. Copia del programma annuale deve essere consegnata a ogni membro del consiglio d’istituto almeno cinque giorni prima della data della seduta dedicata alla  discussione di esso.

ART. 25 – APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA ANNUALE DI PREVISIONE E DEL  CONTO CONSUNTIVO
Il programma annuale e il conto consuntivo si considerano approvati se si ottiene la maggioranza assoluta dei voti. Qualora non si raggiunga la suddetta maggioranza nella prima votazione, vengono approvati in una successiva votazione con la maggioranza relativa, purchè alla seduta siano presenti la metà più uno dei suoi membri.
ART. 26 – ACQUISTI E SPESE
Per le attività di contrattazione riguardanti acquisti, appalti e forniture il cui valore complessivo ecceda il limite di spesa di € 2.000,00, il dirigente scolastico procede alla scelta del contraente, previa comparazione delle offerte di almeno tre ditte direttamente interpellate.

ART. 27 – APPROVAZIONE DI ALTRE DELIBERAZIONI
Tutte la altre deliberazioni del consiglio d’istituto, salvo quelle per le quali è espressamente richiesta la maggioranza assoluta, si considerano approvate con la maggioranza relativa purché alla seduta siano presenti la metà più uno dei suoi membri. Gli studenti che non abbiano raggiunto la maggiore età non hanno voto deliberativo sulle materie di cui al 2° comma e al 3° comma (lettera b) dell’art. 10 T.U. 297/94.

ART. 28 – PUBBLICITA’ DELLE SEDUTE
Le sedute del consiglio d’istituto sono pubbliche  alle condizioni sancite dall’art. 42 del TU/94. Pertanto possono assistere alle riunioni solo gli elettori delle componenti rappresentate nel consiglio, ovvero genitori, docenti, alunni e personale A.T.A.
ART. 29 – PUBBLICITA’ DEGLI ATTI
La pubblicità degli atti del consiglio d’Istituto disciplinata dall’art 43 del TU/94 deve avvenire mediante affissione nell’apposito albo della copia integrale, sottoscritta e autenticata dal segretario del consiglio, del testo delle deliberazioni adottate dal consiglio stesso. L’affissione all’albo avviene entro il termine massimo di otto giorni dalla data della relativa seduta e la copiadelledeliberazioni deve rimanere esposta per almeno dieci giorni.  I verbali sono depositati presso l’ufficio di segreteria e sono esibiti a coloro che ne facciano richiesta motivata. La copia da affiggere all’albo è consegnata al dirigente scolastico dal segretario del consiglio. Il dirigentescolastico ne dispone l’affissione immediata e attesta in calce la data di affissione. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta scritta dagli interessati. Chiunque abbia interesse può proporre reclamo all’Organo che ha adottato l’atto, che deve pronunciarsi sul reclamo stesso nei termini di 30 giorni.

LA GIUNTA ESECUTIVA
ART. 30 – LA GIUNTA ESECUTIVA
Il consiglio d’istituto, così come prevede l’art. 8, comma 7 del TU/94, elegge nel suo seno la giunta esecutiva composta da un docente, un rappresentante del personale A.T.A., un genitore e un alunno. Di diritto, fanno parte della giunta il D.S.G.A. ed il dirigente scolastico, che assumono rispettivamente il compito di segretario e di presidente della stessa. In caso di assenza o impedimento del dirigente scolastico, i compiti di presidente sono svolti da uno dei collaboratori.

ART. 31 – CONVOCAZIONE DELLA  GIUNTA ESECUTIVA
La giunta esecutiva è convocata dal presidente con un preciso o.d.g; è altresì convocata, entro il termine massimo di 5 giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti. La convocazione scritta deve pervenire ai componenti almeno tre giorni prima della seduta. Nei casi di urgenza tale termine si riduce a 24 ore.

ART. 32 – COMPETENZE DELLA GIUNTA ESECUTIVA
I lavori del consiglio d’istituto sono predisposti dalla giunta esecutiva e il presidente della giunta deve darne comunicazione di volta in volta al presidente del consiglio d’istituto, il quale ha facoltà di integrare i lavori predisposti dalla giunta, come previsto dall’art. 10 del T.U. 297/94. La giunta ha compiti esecutivi rispetto all’attività del consiglio d’istituto. Essa svolge la propria attività nell’ambito delle decisioni del consiglio: in particolare predispone il programma annuale ed il conto consuntivo.

NORME GENERALI DI FUNZIONAMENTO
ART. 33 – DOMANDE DI ISCRIZIONE
Le domande di iscrizione alla scuola, presentate nei termini prescritti, devono essere accolte a norma di legge
ART. 34 – ORARIO E CALENDARIO SCOLASTICO
All’inizio dell’anno scolastico il dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti, fissa i criteri per la formulazione dell’orario delle lezioni e ne affida la stesura a una commissione appositamente formata.
ART. 35 – RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
Il dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti, previa delibera del consiglio di istituto, comunica alle famiglie le modalità di ricevimento sia individuale che generale dei docenti.
Sono previsti al mattino, in orari differenziati,  incontri dei docenti delle singole classi con i genitori e, due volte all'anno, incontri pomeridiani con tutti i docenti. Prima di tali incontri vengono consegnate alle famiglie delle schede di valutazione infraquadrimestrale, affinchè le stesse siano tempestivamente informate in merito al rendimento scolastico dei propri figli, soprattutto quando siano presenti delle valutazioni non sufficienti.

ART. 36 – ACCESSO AI DOCUMENTI
L’accesso ai documenti da parte degli interessati (genitori e alunni) è regolato dalla legge  n. 241/90.  Possono essere  richiesti, secondo le modalità previste dalla suddetta legge, copia o visione solo degli atti relativi alla persona interessata con esclusione di quelli relativi ad altre persone.

ART. 37 – NORME PER LA CONCESSIONE DEI LOCALI DELL’ISTITUTO
La concessione dei locali e delle attrezzature a persone estranee alla scuola è di competenza esclusiva del consiglio d’istituto che stabilisce opportuni criteri anche in conformità con la convenzione stipulata con la Provincia di Reggio Emilia.

ART. 38 – USO DEI LOCALI OLTRE L’ORARIO SCOLASTICO
I  locali dell’istituto (aule, palestre, attrezzature sportive, biblioteca) possono essere utilizzati, così come suggerisce la C.M. 325 dell’11.10.95, anche in orario pomeridiano dagli studenti e dai docenti dell’Istituto, nel caso siano previste, nell’ambito della programmazione didattica d’Istituto o in quella di un singolo docente, attività integrative deliberate dal collegio dei docenti. In questo caso è obbligatoria la presenza di almeno un docente, designato per l’attività da svolgere, e di un collaboratore scolastico e devono essere integralmente rispettate tutte le condizioni previste dalla Direttiva del M.I.U.R.. n. 133 del 3 aprile 1996.

ART. 39 – ATTIVITA’ COMMERCIALI
Imprese private – con delibera del consiglio d’istituto e dopo aver partecipato a regolari gara d’appalto – possono erogare beni e servizi al personale e agli alunni della scuola (distribuzione automatica di bevande, alimenti, fotocopie etc).

ART. 40AFFIDAMENTO DELLE  ATTREZZATURE
Le attrezzature sportive e tecnico-scientifiche e i laboratori sono affidate dal D. S.G.A. agli insegnanti specialisti designati dal dirigente scolastico. Compete ai suddetti docenti l’uso delle attrezzature a loro affidate nonché la scelta e la proposta per l’acquisto di nuove. Spetta al consiglio d’istituto deliberare gli acquisti secondo le indicazioni dei docenti specialisti.
ART. 41 – INTEGRITA’ DELLE  STRUTTURE - RISARCIMENTO DEI DANNI
Tutti gli utenti sono tenuti al massimo rispetto dell’integrità delle strutture e delle attrezzature scolastiche. Chiunque le danneggi è obbligato al risarcimento. Nel caso di danni provocati dagli studenti alle suppellettili, alle attrezzature, al patrimonio librario, alle strutture edilizie,  alle pareti con scritte e disegni, i responsabili sono tenuti al risarcimento.  Quando il o i responsabili non potranno essere individuati, l’onere del risarcimento sarà a carico della collettività studentesca che usufruisce dell’arredo o dell’immobile danneggiato. In particolare, se il danno è provocato in un’aula, saranno gli alunni di quella classe a sostenere le spese di risarcimento; quando il danno è arrecato  invece, alle strutture di uso comune, come ad esempio ingresso, corridoi, bagni, aula magna, etc., il risarcimento è a carico di tutti gli studenti.

PERSONALE DOCENTE E PERSONALE ATA
ART. 42 – IL COMPITO DEL DOCENTE
Il compito del docente è inteso come esplicazione di trasmissione della cultura, di contributo alla sua elaborazione e di impulso alla partecipazione degli studenti a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalità.  Esso è espletata con attività di insegnamento e con attività connesse con il funzionamento della scuola secondo l’art. 395 T.U. 297/94.  Inoltre, in quanto dipendenti pubblici, i docenti sono anche assoggettati alle norme del Decreto del Ministro della Funzione Pubblica del 31 marzo 1994, pubblicato nella GU n. 149 del 28 giugno 1994, che reca il seguente titolo:” Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni”.

ART. 43 – LE ATTIVITA’ DEL DOCENTE
Secondo quanto prevede il CCNL vigente le attività dei docenti sono suddivise in tre categorie:
a) attività d’insegnamento    ( art. 28 )
b)attività funzionali all'insegnamento  (art. 29)
c) attività aggiuntive (art. 30), che comprendono anche le ore aggiuntive di insegnamento dei corsi di recupero. I compensi sono finanziati dal fondo dell'istituzione il cui utilizzo è regolato dal contratto integrativo di istituto siglato annualmente. 

ART. 44 - COLLABORATORI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO
Ai sensi dell’ art. 25, comma 5, del d.lgs. n. 165/2001, in attesa che i connessi aspetti retributivi vengano opportunamente regolamentati attraverso gli idonei strumenti normativi, il dirigente scolastico può avvalersi, nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative ed amministrative, di docenti da lui individuati ai quali possono essere delegati specifici compiti. Tali collaborazioni sono riferibili a due unità di personale educativo retribuibili, in sede di contrattazione d’Istituto, con i finanziamenti a carico del fondo per le attività aggiuntive previste per le collaborazioni col Dirigente scolastico di cui all’art. 85, comma 2, lettera e).

ART. 45 – DOVERI DEI DOCENTI
Il docente deve:  1) cooperare al buon funzionamento della scuola;  2) rispondere dell’indirizzo didattico ed educativo del proprio insegnamento e del contegno disciplinare dei propri alunni;  3) partecipare alla realizzazione delle iniziative educative della scuola deliberate dagli organi competenti;  4) partecipare alle riunioni degli Organi Collegiali di cui fa parte;  5) rispettare scrupolosamente l’orario di servizio;  6) essere almeno 5 minuti prima che inizino le lezioni in classe o preavvisare in tempo utile il dirigente scolastico in caso di legittimo impedimento;  7) firmare il registro delle presenze giornaliere; 8) vigilare sugli alunni durante l’intervallo secondo i turni prestabiliti; 9) controllare le uscite dalla classe degli alunni durante l’ora di lezione, in modo che le stesse non abbiano a prolungarsi, per evitare azioni di disturbo o pericolo per gli alunni stessi; 10) curare i rapporti con i genitori dei propri alunni;  11) curare il proprio aggiornamento culturale e professionale, sia individualmente che nel quadro di iniziative promosse dagli organi competenti, di cui si fa cenno al successivo art. 48;  12) non impartire lezioni private ad alunni della propria scuola;  13) non avere altri rapporti di impiego pubblico o privato e  non trovarsi in nessuna delle situazioni di incompatibilità richiamate dall’art. 58 del DLgs n. 29 del 1993 o dall’art. 508 del  TU/94.

ART. 46– ULTERIORI OBBLIGHI DEI DOCENTI
All’inizio dell’anno scolastico, e non oltre il 31 ottobre, il docente è tenuto a redigere, nel rispetto del P.O.F. e della programmazione didattica ed educativa decisa dal collegio dei docenti e dal consiglio di classe, una accurata programmazione inerente al proprio insegnamento nelle quale dovrà indicare obiettivi, metodi, contenuti e criteri divalutazione. Indicherà, altresì, come intende coordinare la propria attività didattica con le altre discipline e con i bisogni formativi e gli interessi culturali degli alunni.  Dovrà, inoltre, comunicare ai propri alunni, all’inizio delle lezioni, i propri criteri di valutazione  e il programma da svolgere durante l’anno scolastico. Alla conclusione delle attività didattiche è tenuto a presentare una dettagliata relazione sullo svolgimento del programma e  sui risultati conseguiti con il proprio insegnamento.

ART. 47– REGOLAMENTAZIONE DELLE ATTIVITA’ AGGIUNTIVE
All’inizio dell’anno scolastico il dirigente scolastico presenta alla discussione e alla  approvazione del collegio dei docenti un piano di massima delle attività aggiuntive.. Le attività da svolgere e i nominativi dei docenti in esse impegnate sono pertanto stabiliti in relazione ai principi fissati dal consiglio di istituto dal collegio dei docenti, dall’assemblea del personale ATA, sulla base di competenze professionali o di disponibilità manifestate ed a seguito della contrattazione d’istituto. Dopo la conclusione della contrattazione integrativa di Istituto il dirigente scolastico  procede, con atto formale, alla nomina ad personam dei docenti così designati, precisando in tale atto il tipo di attività, l’incarico, il numero di ore di impegno previste e il prevedibile compenso spettante al docente e ne dà comunicazione alla R.S.U.
 
ART. 48– AGGIORNAMENTO DEI DOCENTI
L’istituto tramite gli Organi Collegiali, promuove ed incentiva l’aggiornamento professionale del personale docente in servizio e aderisce, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, alle iniziative finalizzate in tal senso e proposte da M.I.U.R., USR di Reggio Emilia, dall’USRER, dall’Università e da altri enti o associazioni. L’istituto può organizzare in maniera autonoma l’aggiornamento professionale dei propri docenti o in collaborazione con gli altri istituti.
ART. 49 – SCIOPERI
Per gli scioperi si fa riferimento alla legge 146/90 e a quanto previsto nella contrattazione di Istituto.

ART. 50 – ASSEMBLEE SINDACALI
Il personale scolastico ha diritto a dieci ore annue di assemblea in orario di servizio. Le assemblee sono indette dalle varie organizzazioni sindacali o dalla R.S.U. secondo la normativa vigente. Chi vuole partecipare è tenuto ad informare il dirigente scolastico con congruo anticipo, onde poter preavvisare le famiglie. Qualora il numero degli insegnanti e/o degli operatori scolastici partecipanti all’assemblea non permetta lo svolgimento regolare delle lezioni, il dirigente scolastico può sospendere l’attività didattica.

ART. 51 – LE ASSENZE E I PERMESSI
Le ferie, le assenze e i permessi  sono disciplinate dalle normative vigenti.
ART. 52 – NORME DISCIPLINARI
Il comportamento non corretto  degli operatori scolastici è sanzionato secondo le modalità del Codice disciplinare del CCNL 2202/2005.


PERSONALE A.T.A.

ART. 53 – Definizione dei profili
I profili di area del personale ATA sono definiti in 4 aree dal CCNL 2002/2005.

ART. 54 - AREA D  - Direttore Servizi Generali Amministrativi 
Svolge attività lavorativa di rilevante complessità ed avente rilevanza esterna. Sovrintende, con autonomia operativa, ai servizi generali amministrativo – contabili e ne cura l’organizzazione svolgendo funzioni di coordinamento, promozione delle attività e verifica dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi assegnati ed agli indirizzi impartiti, al personale ATA, posto alle sue dirette dipendenze. Organizza autonomamente l’attività del personale ATA nell’ambito delle direttive del dirigente scolastico. Attribuisce al personale ATA, nell’ambito del piano delle attività, incarichi di natura organizzativa e le prestazioni eccedenti l’orario d’obbligo, quando necessario svolge con autonomia operativa e responsabilità diretta attività di istruzione, predisposizione e formalizzazione degli atti amministrativi e contabili; è funzionario delegato, ufficiale rogante e consegnatario dei beni mobili. Può svolgere attività studio e elaborazione di piani e programmi richiedenti specifica specializzazione professionale, con autonoma determinazione dei processi formativi ed attuativi. Può svolgere incarichi di attività tutoriali, di aggiornamento e formazione nei confronti del personale. Possono essergli affidati incarichi ispettivi nell’ambito delle istituzioni scolastiche.

ART.  55   AREA B - Assistente amministrativo e tecnico
Nei diversi profili svolge le seguenti attività specifiche con autonomia operativa e responsabilità diretta.

  •  amministrativo

nelle istituzioni scolastiche ed educative dotate di magazzino può essere addetto con responsabilità diretta, alla custodia, alla verifica alla registrazione delle entrate e delle uscite del materiale e delle derrate in giacenza. Esegue attività lavorativa richiedente specifica preparazione professionale e capacità di esecuzione delle procedure anche con l’utilizzazione di strumenti di tipo informatico, pure per finalità di catalogazione. Ha competenza diretta della tenuta dell’archivio e del protocollo.

  •  tecnico

conduzione tecnica dei laboratori, officine e reparti di lavorazione, garantendone l’efficienza e la funzionalità. Supporto tecnico allo svolgimento delle attività didattiche. Guida degli autoveicoli e loro manutenzione ordinaria. Assolve i servizi esterni connessi con il proprio lavoro.

ART. 56 – AREA  A -  Collaboratore scolastico
Esegue, nell’ambito di specifiche istruzioni e con responsabilità connessa alla corretta esecuzione del proprio lavoro, attività caratterizzata da procedure ben definite che richiedono preparazione non specialistica. E’ addetto ai servizi generali della scuola con compiti di accoglienza e di sorveglianza nei confronti degli alunni, nei periodi immediatamente antecedenti e successivi all’orario delle attività didattiche e durante la ricreazione, e del pubblico, di pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi, di vigilanza sugli alunni, di custodia sorveglianza generica sui locali scolastici, di collaborazione coi docenti. Presta ausilio materiale agli alunni portatori di handicap nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche all’interno e nell’uscita da esse, nonché nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale con riferimento alle attività previste dall’art. 46.

ART. 57 - ORARIO DI  LAVORO
L’orario di lavoro è di 35 ore settimanali, verificato tra le parti ( D.S. e R.S.U.), all’inizio di ogni a.s. , le condizioni per l’attivazione della riduzione di un’ora settimanale.

ART.  58 – LAVORO STRAORDINARIO
Il monte ore di lavoro straordinario da retribuire e quello da mettere a recupero, è stabilito in contrattazione integrativa annuale, su indicazione dell’assemblea del personale ATA.


ART. 59 – ASSENZE E PERMESSI
Le  assenze per malattia, i giorni di permesso e i permessi brevi del personale ATA  sono regolati con il medesimo regime del personale docente precisando tuttavia che per  i  permessi brevi del personale ATA il limite è elevato a 36 ore per anno scolastico.

ART. 60 - SORVEGLIANZA DEGLI STUDENTI
La sorveglianza degli studenti prima dell'inizio delle lezioni è affidata ai collaboratori scolastici. Al momento dell'ingresso in aula questa viene assunta dall'insegnante in orario che dovrà quindi essere presente cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni. L'ufficio del dirigente scolastico provvederà a stabilire, fra gli insegnanti, turni per la sorveglianza degli studenti durante  l'intervallo negli spazi comuni.

Norme comportamentali per gli alunni
ART. 61 - Diritti delle studentesse e degli studenti
1.    Le studentesse e gli studenti hanno diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l'orientamento, l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee.
2.    La comunità scolastica promuove la solidarietà fra i suoi componenti e tutela il diritto della riservatezza.
3.   Gli studenti hanno diritto di essere informati sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola.
4.   Gli studenti hanno diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. Dopo che i dipartimenti-disciplinari hanno indicato le linee di programmazione e definito gli obiettivi didattici e i criteri di valutazione discussi nei consigli di classe, ogni docente presenta agli studenti le proprie scelte promuovendo un dialogo che porti alla più ampia condivisione degli indirizzi didattico - educativi. Analogamente il Dirigente Scolastico presenta e discute con i rappresentanti di classe l'organizzazione della scuola e si attiva per far sì che i docenti si impegnino a garantire una valutazione trasparente e immediata, volta a stimolare un processo di autovalutazione che conduca gli studenti a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il loro rendimento.
5.    Gli studenti hanno diritto alla libertà di apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto di scelta fra le attività integrative aggiunte. Le attività didattiche curriculari, la cadenza settimanale delle verifiche scritte e orali, le attività aggiuntive sono organizzate secondo tempi e modalità che tengano conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita delle studentesse e degli studenti.
6.    La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:

  • un ambiente favorevole alla crescita della persona e un servizio educativo didattico di qualità;
  • offerte formative aggiuntive e integrative che concorrano alla formazione culturale completa della persona;
  • iniziative concrete per il recupero di situazioni di svantaggio;
  • la sicurezza degli ambienti che devono essere adeguati a tutte le studentesse e agli studenti anche ai diversamente abili;
  • la disponibilità di un'adeguata strumentazione tecnologica;
  • servizi di promozione della salute e del benessere;
  • il diritto di assemblea secondo le norme del regolamento;
  • il diritto di utilizzo locali della scuola da parte di gruppi di studenti, previo consenso del consiglio di Istituto;
  • il diritto di riunione all'interno dell'edificio scolastico per tutte le componenti, nell'ambito delle normative vigenti previa autorizzazione del dirigente scolastico.

ART. 62 – Doveri delle studentesse e degli studenti
1.  Le studentesse e gli studenti devono frequentare regolarmente i corsi e assolvere assiduamente gli impegni di studio;
2.   gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del dirigente scolastico, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi. Costituisce violazione di questo dovere una condotta che risulti comunque offensiva nelle parole e negli atti della persona e del ruolo professionale di chi appartiene all’ambiente formativo. In questo contesto rientrano i comportamenti lesivi del diritto alla riservatezza quali  l’utilizzo dei videofonini o altri dispositivi elettronici.
3.   gli studenti sono tenuti a rispettare le norme organizzative contenute nel regolamento di Istituto e le norme di sicurezza dettate dal decreto legislativo 81/2008;
4.   gli studenti non devono ostacolare o impedire il regolare svolgimento delle attività della scuola; non è consentito utilizzare telefoni cellulari o altri dispositivi elettronici durante le lezioni; in caso di infrazione il docente dovrà ritirarli temporaneamente e consegnarli al dirigente scolastico o ai suoi collaboratori, che provvederanno ad avvertire dell’accaduto la famiglia dello studente e a concordare la restituzione dell’apparecchio. Nel caso di recidiva si provvederà anche a comminare l’ammonizione scritta con lettera alla famiglia. In caso di ripetuta inosservanza delle norme il consiglio di classe valuterà ulteriori provvedimenti disciplinari.
E’ severamente vietato in ogni situazione e in tutti i locali scolastici l’uso di apparecchiature elettroniche per filmati o fotografie non autorizzate. In quest’ultimo caso l’inosservanza comporta l’allontanamento dalla scuola secondo la delibera del consiglio di classe e la segnalazione all’ufficio scolastico provinciale. Inoltre lo studente che consulterà e riprodurrà materiale informatico durante le verifiche sarà sanzionato con sospensione dalle attività didattiche pari a giorni 2 e con valutazione della prova pari a voto 1. (vedi criteri di valutazione prove scritte e orali).
5.   gli studenti non devono danneggiare il patrimonio della scuola, ma sono tenuti ad averne cura quale fattore di qualità della vita scolastica. Dei danni arrecati intenzionalmente risponde, in termini economici oltre che disciplinare, lo studente responsabile.
6.   L'eventuale uscita di alunni durante le lezioni non è di norma consentita, se non per motivi di stretta necessità. L'uscita dalle aule è comunque concessa a un solo alunno per volta e deve essere autorizzata dal docente in servizio. L'alunno deve rientrare nel più breve tempo possibile, senza trattenersi a conversare nei bagni o nei corridoi. Il personale ausiliario è tenuto a collaborare per il rispetto delle suddette disposizioni.
7.    Durante l'intervallo gli studenti devono comportarsi in modo da non recare pregiudizio alle persone e alle cose, evitare schiamazzi e sono, quindi, tenuti al massimo rispetto degli arredi e delle strutture anche negli altri momenti della loro permanenza nei locali dell'istituto. Eventuali danni comporteranno, oltre a sanzioni, anche il risarcimento nelle modalità stabilite all'art. 30.
8.   In ogni spazio dell’istituto gli studenti devono mantenere un comportamento adeguato all’ambiente di apprendimento e di formazione nel quale si trovano. Analogo corretto comportamento deve essere garantito in occasione delle iniziative promosse dalla scuola, oppure quelle a cui la scuola aderisce, anche se realizzate esternamente all’edificio scolastico.

 

ART. 63 – Principi informatori delle misure disciplinari
1.   Le misure disciplinari devono ispirarsi ai criteri generali citati nello statuto delle studentesse e degli studenti. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica.
2.    La responsabilità disciplinare è personale.
3.   Nessuno può essere disposto a sanzioni disciplinari senza essere prima stato invitato ad esporre le proprie ragioni.
4.    Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
5.   Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate all’infrazione disciplinare ed ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno.
6.    Allo studente può essere offerta la possibilità, sul parere del consiglio di classe, di convertire la sanzione in attività a favore della comunità scolastica.
7.   Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica sono sempre adottati da un organo collegiale.
8.   L'allontanamento dello studente, dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari, per un periodo non superiore a 15 giorni, nei casi seguenti:
a.   per aver commesso infrazioni disciplinari già sanzionate da almeno 2 censure;
b.   per offese alla persona e al ruolo professionale del personale della scuola;
e.   per comportamenti o atti che offendano la personalità e le convinzioni degli altri studenti;
d.   per danni arrecati alla struttura scolastica;
e.   in presenza di un reato perseguibile d'ufficio o per il quale l'autorità giudiziaria abbia avviato un procedimento penale;
f.   quando vi sia un pericolo per l'incolumità delle persone che frequentano la comunità scolastica.
     Allo studente che ha ricevuto la sanzione dell'allontanamento temporaneo il consiglio di classe, in sede di scrutinio, attribuisce il voto di condotta stabilito sulla base dei criteri deliberati dal collegio docenti. Oltre alla sanzione disciplinare l'organismo competente a deliberare può decidere la decadenza dello studente dall'esercizio delle funzioni di rappresentante di classe o di istituto che eventualmente ricopre.
Il provvedimento della sanzione viene annotato sul registro di classe.

ART. 64 – ORGANISMI COMPETENTI A DELIBERARE LE SANZIONI DISCIplinari
1.   Il docente coordinatore di classe per l'ammonizione scritta relativa ad assenza non giustificata, ritardo nell'ingresso, anticipo nell'uscita quando diventino abituali e tali da compromettere l'attività didattico -educativa.
2.  I singoli docenti per l'ammonizione scritta, relativa al comportamento scorretto nei confronti delle persone, delle cose, delle iniziative promosse dalla scuola.
3.  Il dirigente scolastico per la sanzione della censura scritta relativa a comportamento offensivo nelle parole o negli atti nei confronti delle persone e del ruolo professionale degli operatori scolastici.
4.   Il consiglio di classe per la proposta della censura scritta relativa a comportamenti improntati al non rispetto delle regole (vedi punto 3).
Gli organi competenti nello stabilire la sanzione devono tenere conto della natura della mancanza, della situazione in cui si è verificata e della storia personale dello studente. L'organo competente ad applicare le punizioni di un grado superiore può sempre infliggere una sanzione più lieve. Le sanzioni disciplinari di cui al punto 1, 2, 3 possono essere decise anche per mancanze commesse dallo studente durante la sessione d'esame. In tal caso sono deliberate dalla commissione d'esame.

Art. 65 - Procedure per la salvaguardia del diritto alla difesa dello studente e per l'applicazione delle sanzioni disciplinari
1.  Ogni procedimento disciplinare inizia con la contestazione di addebiti in modo da garantire allo studente il diritto di esporre le proprie ragioni e la contestuale informazione alla famiglia dell’alunno.                             
2. Nel caso di ammonizione scritta il professore, dopo aver formulato oralmente la contestazione allo studente, la annota sul registro di classe. Del fatto devono essere informati, nel più breve tempo, il docente coordinatore di classe e il dirigente scolastico.
3  Nel caso di censura il dirigente scolastico avvia la procedura della contestazione degli addebiti nei confronti dello studente. Contestualmente il dirigente scolastico dovrà ascoltare i rappresentanti di classe degli studenti e chiunque possa fornire significativi elementi di conoscenza. Lo studente, entro i due giorni successivi, può presentare giustificazione scritta.
4.  Nel caso di provvedimento di allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica, spetta a chi presiede l'organismo collegiale di avviare, con:la contestazione scritta di addebiti, la fase istruttoria, nel quale vanno acquisiti tutti gli elementi utili per la conoscenza del caso e per la successiva deliberazione. Lo studente può presentare entro due giorni una propria memoria scritta e indicare prove e testimonianze a suo favore.
5.  L'esame del caso avverrà in una riunione del consiglio di classe durante la quale può essere ascoltato lo studente ed esaminata la memoria scritta presentata. Potranno infine venire sentiti tutti coloro in grado di fornire testimonianze utili per i fatti contestati. Nella stessa seduta il consiglio di classe formulerà le proposte da adottare e si voterà la relativa delibera.
6.  I provvedimenti disciplinari, poiché hanno una specifica finalità educativa, possono essere convertiti dagli organismi deliberanti in attività al servizio della comunità scolastica. La annotazione della sanzione ricevuta rimarrà tuttavia nel fascicolo dello studente.

Art. 66 - Impugnazioni e ricorsi
Contro le deliberazioni del consiglio di classe relative all'allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica lo studente può presentare ricorso al CSA entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione della sanzione, ai sensi dell'art. 5 comma 1 dello Statuto e in applicazione delle disposizioni contenute nell'art. 328 comma 4 del D.L. n.297/94.
Per la sanzione disciplinare dell'ammonizione scritta è ammesso ricorso da parte dello studente all'Organo di Garanzia, costituito nell'Istituto, entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione della sanzione.


ART. 67 - Organo di garanzia dell'Istituto

  1. L'Organo di garanzia è composto da 5 membri: il presidente del consiglio di istituto che lo presiede, due docenti collaboratori e due alunni. Nelle deliberazioni, in caso di parità, prevale il voto del presidente.
    Gli studenti sono designati annualmente dai propri rappresentanti del consiglio di istituto. La designazione deve prevedere anche l'indicazione di un rappresentante supplente nel caso di assenza o incompatibilità del titolare.
  2. Lo studente che ha subito provvedimenti di ammonizione scritta o di censura scritta può chiedere, nel successivo anno scolastico, che venga riesaminato il provvedimento disciplinare alla luce del positivo comportamento tenuto. L'Organo di garanzia, dopo essersi documentato e aver sentito il consiglio di classe, può deliberare la cancellazione della sanzione disciplinare, emanando un atto formale che sarà trascritto nel fascicolo personale dello studente.

ART 68 - ASTENSIONE COLLETTIVA DALLE LEZIONI
Non saranno tollerate astensioni collettive dalle lezioni. In tale eventualità il dirigente scolastico si riserva il diritto - dovere di verificare la fondatezza o meno delle astensioni collettive e di adottare, ravvisandone la necessità e sentito il parere dei docenti, opportuni provvedimenti disciplinari, convocando nei casi di estrema gravità la giunta esecutiva.

Art 69 - Ritardi e uscite anticipate
I ritardi e le uscite anticipate devono essere giustificati nell'apposito libretto. Gli studenti in ritardo e senza giustificazione sono ammessi egualmente in classe, ma sono tenuti a giustificare il giorno successivo.
L'alunno che giunge in ritardo entro la prima ora di lezione si deve presentare direttamente in classe e viene ammesso dal docente della prima ora.
II permesso di entrata in classe oltre l'inizio della seconda ora di lezione equello di uscita anticipata devono essere sottoscritti dal dirigente scolastico o dai suoi collaboratori. La richiesta di uscita anticipata, che di norma non può avvenire prima del termine della quarta ora di lezione, deve essere presentata al dirigente scolastico o ai suoi collaboratori entro le 10.45, utilizzando l'apposito libretto. Nessun alunno minorenne può uscire dall'edificio scolastico senza essere prelevato da un genitore o da persona delegata munita di documento di identità. Eccezionalmente lo stesso può essere autorizzato telefonicamente ad uscire da un familiare: in tal caso la segreteria del Liceo provvederà a riscontrare la regolarità della chiamata. La motivazione del ritardo ovvero della richiesta di uscita anticipata deve essere adeguatamente specificata; in particolare gli studenti maggiorenni non possono limitarsi a indicare generici "motivi personali".
È vietato utilizzare nello stesso giorno sia un ritardo che una richiesta di uscita anticipata.
Le assenze frequenti, se non adeguatamente motivate, i ritardi o le uscite anticipate avranno ricaduta sull'attribuzione del voto di condotta e del credito scolastico.
Gli alunni, i cui mezzi di trasporto hanno orari non coincidenti con quelli di inizio e termine delle lezioni, possono presentare domanda, per essere autorizzati all'ingresso con ritardo e o ad uscita anticipata di non oltre cinque minuti rispetto al normale orario scolastico.

ART. 70 - Assenze
Lo studente deve giustificare l'assenza utilizzando l'apposito libretto scolastico in suo possesso.
L'assenza di durata superiore ai cinque giorni deve essere giustificata sia sul libretto che con certificato -medico.
Se l'assenza superiore ai 5 giorni non è causata da malattia, i genitori devono preventivamente informare il coordinatore della classe con una comunicazione scritta (non saranno così tenuti a presentare il certificato medico).

ART. 71 - RILEVAZIONE MENSILE DELLE ASSENZE
Al termine di ogni mese le assenze di ogni alunno sono riportate sul registro generale: se durante il mese le assenze di un alunno sono frequenti, il coordinatore di classe informerà la famiglia.


MODALITA’ OPERATIVE DEL Sistema di  rilevazione delle presenze
INGRESSO
Al momento dell’ingresso quotidiano gli alunni devono esporre il loro badge personale davanti a uno dei TOTEM munito di lettore ottico. I totem sono dislocati come segue:

  • n°2 presso la sede di Piazzetta Pignedoli ( a lato della biblioteca )
  • n°2 presso la sede di Via Franchetti ( ingresso alunni lato nord )
  • n°1 presso la sede di via F.Re ( primo piano )

Il badge non è da ripassare all’uscita.

RITARDO
L’alunno che arriva con ritardo deve regolarmente passare il badge e attendere che il totem stampi il talloncino con l’orario dell’ingresso, che dovrà consegnare al docente.

USCITA ANTICIPATA
L’alunno che esce con anticipo dovrà:

  • passare il badge davanti al “TOTEM” (unico caso in cui il badge deve essere passato prima dell’uscita);
  • attendere la stampa del talloncino;
  • consegnarla al docente;
  • uscire dall’edificio.

GIUSTIFICAZIONI
Tutte le assenze, i ritardi e le uscite anticipate dovranno essere giustificate, con il libretto, al docente della prima ora entro le ore 8,45 del giorno successivo al rientro a scuola, ritardo o uscita anticipata.

ART. 72 - INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA
Gli alunni che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica possono entrare in ritardo o uscire in anticipo dall’edificio scolastico solo nel caso in cui l’insegnamento della religione sia in orario alla prima o all’ultima ora di lezione; negli altri casi non sono autorizzati a lasciare l’edificio scolastico, ma possono recarsi in biblioteca o in altri locali appositi per dedicarsi a studio individuale.

 

ART.73  REGOLAMENTO  DELLE ASSEMBLEE DI CLASSE E D’ISTITUTO
Le assemblee di classe e d’istituto sono regolamentate dal T.U. n. 297 del 1994 e dalla C.M. N. 312/79.
1) Le assemblee devono costituire occasione di educazione democratica e momento di approfondimento dei problemi della scuola e della società, svolgendo il più ampio compito di formazione culturale e civile degli studenti e sono tenute nel rispetto del presente regolamento che, approvato dal consiglio d’istituto, ogni alunno è tenuto ad osservare.
2) Le assemblee degli studenti possono essere di  classe o d’istituto e ciascuna di esse è concessa una volta al mese con esclusione dell’ultimo mese di lezione. Le assemblee di classe, che hanno durata pari a due ore consecutive di lezione,  non devono essere tenute nello stesso giorno della settimana durante l’anno scolastico.
Le assemblee d’istituto hanno una durata uguale all’intera mattinata di lezione.
3) Le richieste per le assemblee di classe e d’istituto dovranno essere presentate al dirigente scolastico rispettivamente entro 5 giorni  ed entro 7 giorni
4) La domanda per l’assemblea di classe dovrà essere firmata dai due alunni rappresentanti della classe e dai docenti in servizio nelle ore interessate dall’assemblea
5) Lo svolgimento delle assemblee di istituto avverrà secondo le modalità previste dal regolamento formulato dal comitato studentesco
6) Il dirigente scolastico o un docente delegato, come stabilisce l’ultimo comma dell’art. 14 del T.U. 297/94,  scioglierà di diritto l’assemblea, di classe o di istituto, quando questa dovesse degenerare sotto il profilo dell’ordine,  nel caso venisse impedito l’esercizio democratico dei diritti dei partecipanti o  quando fosse offesa la dignità di qualsiasi persona.
7) Gli studenti hanno diritto a riunirsi in assemblea generale di istituto nei limiti posti dalla legge. Il monte ore annuale previsto per le assemblee generali di istituto può essere programmato anche secondo un criterio di flessibilità ( cioè non mensilmente ) senza tuttavia superare tre mattinate consecutive. Una tale utilizzazione del monte ore deve essere approvata dal comitato degli studenti che è tenuto ad esplicitare le motivazioni della richiesta e a presentare il piano articolato dell’attività.
8)  L’assemblea di istituto, di norma, si svolge nei locali delle sedi scolastiche; per motivi logistici e di sicurezza  possono essere svolte al di fuori di tali sedi, purchè  in un locale idoneo ad accogliere tutti gli studenti.
9) Il servizio di sicurezza è autogestito e regolamentato dagli studenti allo scopo di collaborare per garantire il regolare svolgimento dell’assemblea.
Gli insegnanti in servizio sono tenuti alla sorveglianza nel rispetto del loro orario giornaliero.

CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI E PER L’ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI ALLE STESSE

ART. 74 - CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI INIZIALI
Le classi prime sono formate sulla base:
1) della scelta dell’indirizzo operata dalla famiglia;
2) del giudizio finale della scuola media,ripartendo proporzionalmente nei limiti del possibile gli alunni sulla base del merito scolastico;
3) della richiesta di iscrizione in corsi nei quali risultano iscritti fratelli o sorelle;
4)della provenienza territoriale, per mantenere insieme il più possibile studenti provenienti della stessa scuola media o dalla stessa zona, evitando però la formazione di gruppi numerosi;
5) di un rapporto il più possibile proporzionato tra maschi e femmine.
Verranno prese in considerazione altre richieste prodotte dai genitori e tese a favorire l’inserimento nel nuovo istituto purché non contrastino con le condizioni precedenti e  rispettino la normativa vigente.
Qualora non sia possibile soddisfare la richiesta dell’indirizzo di studi effettuata della famiglia,  si provvederà all'assegnazione della seconda scelta effettuata dalla famiglia.

ART. 75 - CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI INTERMEDIE
Nella formazione delle classi relative al terzo anno di corso si procederà seguendo il criterio della continuità, garantendo la prosecuzione del corso di studi scelto al biennio.
Nel caso si dovesse procedere alla soppressione di una classe, la decisione sarà presa dal consiglio di istituto, che si muoverà nell'ottica di creare il minor disagio possibile al minor numero di persone.
 
ART. 76 - CRITERI PER L’ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI ALLE CLASSI
Il Dirigente Scolastico, al fine di assicurare la qualità dell’insegnamento, l’efficacia e l’efficienza del servizio erogato, procederà all’assegnazione dei docenti alle classi nel rispetto della continuità e degli anni di servizio, salvo le esigenze documentate dell’amministrazione, sentito il parere della delegazione trattante.

 

 

VIAGGI D’ISTRUZIONE E SCAMBI CULTURALI

ART. 77 - VIAGGI DI ISTRUZIONE E VISITE GUIDATE
Le visite guidate e i viaggi di istruzione (compresi quelli connessi ad attività sportive e/o organizzati da enti esterni alla scuola) sono iniziative finalizzate a integrare il percorso culturale dell'indirizzo di studio e rientrano nelle attività integrative della scuola, cioè attività complementari e non semplici occasioni di evasione. Esse devono prefiggersi degli obiettivi formativi di arricchimento culturale degli studenti e presuppongono un'adeguata programmazione didattica e culturale, predisposta nell'istituto fin dall'inizio dell'anno scolastico tenendo conto dei seguenti criteri generali:
a) nessun viaggio può essere effettuato ove non sia assicurata la partecipazione di almeno due terzi degli alunni componenti la classe coinvolta, anche se è auspicabile la presenza di tutti gli alunni
b) la partecipazione degli insegnanti accompagnatori (sia come titolari che come riserve) non deve complessivamente superare gli otto giorni di assenza (esclusi i festivi e le giornate libere) per anno scolastico.
c) il costo dei viaggi deve rientrare nel tetto fissato all’inizio dell’anno scolastico dal consiglio di istituto
d) al biennio viaggio di istruzione per un massimo di due giorni in Italia
e) in ogni caso di norma il ritorno deve essere programmato al sabato per consentire a tutti di riposare adeguatamente ed evitare massicce assenze di allievi il giorno successivo al rientro
f) i viaggi di istruzione possono effettuarsi nel periodo stabilito di anno in anno dal consiglio di istituto su proposta del Collegio Docenti, consentendo così una migliore programmazione del lavoro ed eventualmente anche un certo risparmio per le famiglie.  
Per tutte le classi sono possibili anche visite guidate, che prevedono il rientro entro le ore 23.
Le procedure che dovranno essere rispettate nell'organizzazione dei viaggi sono le seguenti:
1) I viaggi vanno progettati dai docenti del consiglio di classe in fase di programmazione annuale e discussi e approvati in una riunione del consiglio di classe alla presenza dei rappresentanti degli studenti e dei genitori.
2) Per ogni classe l'insegnante che richiede il viaggio elabora una proposta contente gli elementi di tipo progettuale e operativo di seguito elencati:
- destinazione del viaggio di istruzione
- finalità culturale specifica del viaggio e puntualizzazione del suo legame con il lavoro scolastico
- giorno, ora, luogo di partenza e di arrivo
- numero di allievi partecipanti (non inferiore ai due terzi)
- docente capogita e docenti accompagnatori (con almeno una riserva), in ragione di uno ogni 18  studenti
- mezzo di trasporto
3) Gli insegnanti si impegnano a preparare la classe sui percorsi di visita e a verificare la ricaduta culturale dell'iniziativa nella classe.
4) I viaggi possono coinvolgere un'intera classe oppure gruppi di studenti aggregati in base a precisi obiettivi e progetti. Il gruppo che effettua il viaggio può comprendere di norma fino a due classi che abbiano individuato percorsi compatibili, senza preclusioni fra le due sezioni.  I docenti accompagnatori appartengono al consiglio di classe e, solo eccezionalmente, all'istituto.
5) L'onere finanziario relativo ai docenti accompagnatori è sostenuto in parte dalla scuola (supplenze ore di lezione e trattamento di missione) e in parte dalle famiglie degli studenti che vi partecipano (spese di viaggio).
6)  La commissione viaggi dovrà valutare e coordinare le richieste e le esigenze delle varie classi, al fine di razionalizzare le proposte e di elaborare un programma annuale organico. 
7) La commissione viaggi elabora le proposte pervenute e le consegna in segreteria. E’ infatti compito della segreteria quello di richiedere, secondo le indicazioni della commissione, ad almeno tre agenzie di viaggio i preventivi e le migliori condizioni. Le relative offerte dovranno pervenire alla segreteria entro il termine di due settimane, in  busta sigillata, con la dicitura: “Preventivi viaggi di istruzione”. I preventivi così pervenuti saranno aperti alla presenza della commissione viaggi la quale provvederà ad elaborare un prospetto comparativo delle offerte pervenute su apposito modello elettronico standard (word o excell) predisposto dalla segreteria e le presenterà al consiglio d’istituto. Il consiglio d’istituto, valutato e discusso il prospetto comparativo di ciascun viaggio, delibererà – a maggioranza relativa di  voti dei componenti – preferibilmente nella seduta del mese di dicembre sulle migliori proposte, in relazione al rapporto qualità/sicurezza/prezzo.
Approvato il viaggio di istruzione, l'insegnante promotore farà conoscere il programma agli studenti e distribuirà un questionario anonimo con l'indicazione dei costi che le famiglie dovranno sostenere. Sarà anche cura del medesimo docente appurare se ci sono ragioni economiche che impediscono la partecipazione di qualche studente: di questa eventualità informerà il dirigente scolastico.
Le visite guidate di un solo giorno non sono sottoposte a vincoli rispetto al numero delle uscite, ma la richiesta va presentata in tempi utili per l'organizzazione.
8) Sulla base delle adesioni raccolte, verrà richiesto all'agenzia prescelta di formulare il preventivo definitivo, adeguando le quote al numero effettivo dei partecipanti e verrà data informazione alle famiglie. La caparra, a tutela degli effetti economici spesso molto gravosi che eventuali rinunce hanno provocato in passato, viene definita nella misura del 50% del costo totale del viaggio (tale somma non sarà rimborsabile); il saldo dovrà essere presentato entro un mese dalla partenza.
9) E' inoltre obbligatorio che il docente organizzatore acquisisca l'autorizzazione scritta dei genitori, anche se si tratta di alunni maggiorenni.
10) I docenti organizzatori informeranno il dirigente scolastico su eventuali gravi insufficienze riscontrate nei servizi proposti dall'agenzia di viaggio al fine di poter intervenire tempestivamente già durante lo svolgimento del viaggio d'istruzione o impedendo che il fatto si ripeta per altre iniziative già programmate. In ogni caso l'agenzia organizzatrice sarà chiamata a rispondere delle gravi insufficienze riscontrate nell'organizzazione del servizio.
11) Durante il viaggio lo studente dovrà tenere un atteggiamento corretto, che non ostacoli o crei difficoltà alla realizzazione delle attività programmate e un comportamento idoneo a non causare danni a cose o persone: in particolare, è tenuto a comportarsi educatamente, a seguire in silenzio i relatori e le guide; a rispettare i luoghi di alloggio, di visita, dei commerci; ad astenersi dal portare con sé e consumare droghe e alcool; a non fumare in pullman, nei luoghi chiusi e in visita; ad avvisare insegnanti/famiglia ospitante per ogni allontanamento. Un comportamento riprovevole verrà  discusso in consiglio di classe per essere esaminato e comunque considerato nell'ambito del regolamento d'istituto. Nel caso di gravi infrazioni gli insegnanti accompagnatori potranno decidere di interrompere il viaggio con decisione unanime.
12)  E’ fatto divieto di effettuare:

  • il viaggio in orario notturno (dalle ore 24,00 alle ore 5,00) se non in treno;
  • visite e viaggi in coincidenza con altre particolari attività istituzionali della scuola (scrutini, elezioni scolastiche,…);
  • visite e viaggi nell’ultimo mese di lezione, durante il quale l’attività didattica è, in modo più accentuato, indirizzata al completamento dei programmi di studio.

Si può derogare alla disposizione precedente  solo per l’effettuazione di viaggi connessi ad attività culturali o sportive collegate a selezioni regionali e nazionali, ovvero per visite guidate di carattere  naturalistico. Devono essere evitati quanto più possibile i viaggi in periodi di alta stagione turistica e nei giorni prefestivi, durante i quali vi è un eccessivo carico di traffico sulle strade.
Verranno escluse da questa regolamentazione le attività integrative di carattere culturale e sportivo (visite a mostre d'arte, spettacoli teatrali, indagini naturalistiche, gare di ogni tipo) che richiedano l'uscita dalle lezioni per alcune ore o per l'intera mattinata. Queste iniziative vengono programmate e approvate dai docenti del consiglio di classe che avrà cura di valutarne la coerenza e la compatibilità con le lezioni curricolari.  

 
ART. 78 - SCAMBI LINGUISTICO  CULTURALI CON L’ESTERO

1) Per “stage linguistico all’estero” si intende un periodo di circa una settimana, nel Paese di cui si studia la lingua, durante il quale gli studenti sono ospitati presso una famiglia o pensionato e frequentano un corso presso una scuola certificata all’insegnamento della lingua inglese, francese o tedesca a studenti stranieri. Il costo di viaggio, soggiorno e lezioni è totalmente a carico degli studenti. La scuola straniera può offrire la gratuità per i docenti accompagnatori.
2) Per ”scambio linguistico culturale all’estero” si intende un periodo di circa una settimana, nel Paese di cui si studia la lingua, durante il quale gli studenti sarebbero ospitati gratuitamente dalle famiglie di studenti della loro medesima età, frequentanti un istituto superiore in Francia, Gran Bretagna o Germania. Oltre alle attività scolastiche regolari, gli insegnanti responsabili del progetto possono organizzare escursioni e visite guidate per tutto il gruppo. Il costo del viaggio è a carico degli studenti. Sempre a carico degli studenti e delle loro famiglie c’è l’ospitalità per una settimana dei ragazzi stranieri, che l’istituto provvederà a inserire nelle classi italiane. I docenti accompagnatori alloggiano di solito in pensione e i costi devono essere sostenuti dall’istituto e dalle famiglie.
3) È possibile effettuare scambi culturali con l’estero alle seguenti condizioni:
a) partecipazione di almeno 2/3 del numero complessivo degli alunni della classe;
b) l’onere finanziario relativo ai docenti accompagnatori è sostenuto in parte dalla scuola (supplenze ore di lezione e trattamento di missione) e in parte dalle famiglie degli studenti che vi partecipano (spese di viaggio);
c) le classi che partecipano ad uno scambio culturale non potranno effettuare viaggi di istruzione nello stesso anno scolastico.

 

ART. 79 PARTECIPAZIONE A CONCORSI
Gli studenti del Liceo che partecipano a concorsi che si svolgono in altre province hanno diritto al rimborso del biglietto del viaggio.

ALLEGATO

REGOLAMENTO BIBLIOTECA LICEO ARIOSTO-SPALLANZANI

  • L’Istituto è dotato di una biblioteca costituita da due sezioni dislocate presso le due sedi.
  • La biblioteca del Liceo è al servizio dei docenti e degli alunni della scuola. Inoltre effettua servizio di prestito ai cittadini residenti: come da convenzione stipulata nel 1982 con il comune di Reggio Emilia.
  • Gli orari di apertura al pubblico sono stabiliti dal dirigente scolastico su proposta del collegio docenti, tenuto conto delle disponibilità del personale in servizio.
  • La biblioteca dispone del servizio di lettura in sede e del servizio di prestito a domicilio.
  • Il  prestito a domicilio è concesso limitatamente a quattro opere per volta e per la durata massima di un mese e può avvenire solo alla presenza del personale preposto a tale operazione. . Per il pubblico esterno è obbligatoria la presentazione di un documento di identità.
  • In assenza dell’addetto al prestito, o al pomeriggio, l’utente può esercitare il diritto di prenotazione alla biblioteca municipale dove è consultabile il catalogo della biblioteca della sezione classica. Tale diritto vige anche per le opere già fuori sede per prestito (il punto 5 riguarda la biblioteca del Liceo Classico).
  • E’ possibile ottenere eccezionalmente la proroga del prestito, previa regolare domanda, solo nel caso in cui l’opera non sia stata richiesta o prenotata da altri lettori.
  • I testi antichi di valore storico-culturale possono essere solo consultati in sede e non devono essere dati a prestito.